C’è un paese, nascosto tra le pieghe del Cilento, dove il tempo sembra aver scelto di rallentare… Rofrano. Qui, dove la terra è generosa, ma anche severa, è nato il pomodorino di Rofrano. Un frutto umile, ma prezioso, cresciuto tra fame e dignità.
Siamo venuti a Rofrano per seguirne le tracce, attraverso le storie di contadini custodi, come Giuseppe Detta, primo fondamentale attore della staffetta dei semi, Sofia Mazzeo e Giovanni Cavallo, che per generazioni hanno conservato e curato i semi di questo alimento speciale.
Abbiamo avuto l’onore di poter parlare con due di loro, Giovanni Cavallo e Sofia Mazzeo, che nel pomodorino di Rofrano hanno visto un’opportunità di rivincita e di affermazione.
Nel 1954, lo Stato italiano avviò un’inchiesta nei paesi più isolati e poveri del sud, per documentare i consumi alimentari in rapporto allo stato di salute della popolazione. Rofrano fu uno di quei paesi. I dati raccolti attraverso l’esatta pesatura di tutti i cibi consumati dalle singole famiglie prese in esame, non meno di due volte al giorno, per almeno una settimana, raccontano di pasti semplici, ripetitivi, spesso insufficienti: pane, patate, verdure, legumi, pomodori e passata fatta in casa. Era una dieta fatta più di ingegno che di abbondanza, ma anche di equilibrio naturale, frugalità e sapienza.
Un’inchiesta che racconta la miseria e la forza di questa terra, le risorse contadine, la dieta povera, ma piena d’identità.
Oggi quella storia ritorna, ma con un sapore nuovo, non più cibo povero, come raccontato nel 1954, ma tesoro dei giorni nostri. È il sapore della memoria, della resistenza, della rinascita. È il sapore di casa.
Il pomodorino di Rofrano, piccolo e resistente, era una delle certezze estive e un bene prezioso da conservare per l’inverno.
Oggi, quell’inchiesta non è solo un documento storico, è uno specchio che ci obbliga a chiederci: cosa abbiamo perso? Cosa possiamo ancora salvare? In un piccolo paese del Cilento, un pomodoro diventa il simbolo di una resistenza silenziosa, di una memoria contadina, che affonda le radici nella terra e nel cuore.
Intervista di: Lara Manzi
Riprese di: Bartole Cetrola
Montaggio di: Bartole Cetrola
Scheda di: Lara Manzi, Bartole Cetrola
Sottotitoli ita/eng di: Fabiana Aurilia, Eleonora Ciotola, Lara Manzi
Traduzioni: Lara Manzi
MedEatResearch – Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea dell’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa, diretto da Marino Niola ed Elisabetta Moro
Realizzata il: 05/04/2025

