Guido Giannini è nato nel 1930. È un fotografo di fama internazionale. La sua storia di vita ambientata a Napoli attraversa quasi un secolo, ha vissuto gli anni difficili della Seconda Guerra mondiale quando ci si arrangiava procurandosi l’olio e il pane di contrabbando. Ricorda le Quattro Giornate nel quartiere Vomero, e i tanti lavori diversi che ha svolto – liutaio, impiegato in un’agenzia di prestiti su pegno, guardiano notturno, giocattolaio – fino all’incontro con la fotografia che è avvenuto quasi per caso – quando suo zio gli portò dall’America una macchina Agfa a soffietto – ma lo ha poi consacrato alla notorietà diversi anni più tardi, quando Mario Pannunzio ha acquistato dieci sue fotografie per pubblicarle sul settimanale Il Mondo.

Si definisce un “ladro di immagini” perché gli è sempre piaciuto

fotografare la vita, le persone incontrate casualmente per strada nel corso delle sue peregrinazioni quotidiane. Le sue fotografie vintage sono documenti rigorosamente analogici, mai più grandi del formato 18 x 24, perché sono stampate a casa nella camera oscura che allestiva sul tavolo della cucina, di notte, quando sua moglie e sua figlia erano andate a letto.

Per tutta l’infanzia e fino alla fine degli anni Cinquanta ha vissuto al Vomero a Villa Belvedere nella casa del nonno Diego Giannini che era stato un tenore molto noto e l’interprete più amato da Libero Bovio. Per le sue origini si definisce un “piede di broccolo originale” e racconta di quando da bambino con i figli dei contadini vomeresi andava nelle campagne di via Cilea a rubare le prugne, le ciliege, le fave, secondo le stagioni. E di quando durante i mesi autunnali raccoglieva le ghiande che cadevano dalle grandi querce della Villa Belvedere per rivenderle agli allevatori di maiali ai Camaldoli e ricavarne 12 soldi da spendere per vedere i film al cinema Olimpia.

Ricorda bene di quando nelle case delle famiglie napoletane si facevano la sugna e la conserva di pomodoro essiccata al sole.

La sua madeleine è la polenta con il latte che gli preparava sua mamma nata a Cattaro e cresciuta a Zara. Il suo piatto del cuore sono le salsicce con i friarielli. È un carnivoro convinto, ama la trippa e i formaggi, adora lo zucchero ed è goloso di dolci, in particolare cassatine e cannoli, ma le sue analisi del sangue sono perfette. Non beve vino, il primo bicchiere lo ha bevuto per compiacere i rom di Scampia che ha fotografato nel 1979 mentre celebravano un matrimonio. Del caffè apprezza solo l’odore.

L’Anarchismo è stato la sua filosofia politica e lo ha portato a incontrare compagni come Armando Borghi, presidente dell’ Unione Sindacale Italiana e direttore di Umanità Nova, Piero Valpreda, Emanuele Visone.

Con Gigi Fedele ha ricostituito il gruppo anarchico di Napoli 2.

Il segreto della sua longevità è camminare tanto, mangiare poco e, forse, praticare l’anarchia, anche a tavola.

Intervista di: Helga Sanità
Si ringraziano per la collaborazione Zelda Giannini e Crescenzo Puca
Riprese di: Emilio Miranda
Montaggio di: Emilio Miranda
Scheda di: Helga Sanità
Sottotitoli ita/eng di:
Traduzioni: Helga Sanità
MedEatResearch – Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea dell’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa, diretto da Marino Niola ed Elisabetta Moro
Realizzata il: 05/11/2025

Guido Giannini

Anno: 06/08/1930
Città: Napoli
Professione: Fotografo
Lingua parlata: Italiano, Napoletano

Informazioni geografiche

Nazione: IT
Regione: Campania
Città: Napoli, Bagnoli
Altitudine:

Riferimenti e fonti

Giannini Guido, Dieci foto per Il Mondo, presentazione di Ermanno Rea, Edizioni Il Chiostro, Benevento, 2000.
Giannini Guido, Rom, con sei fotografie dell’Autore. Presentazione di Moni Ovadia, Langella Edizioni, Napoli, 2023.