Quando si pensa ad Antonio Biasiucci affiorano subito alla mente le foto dei suoi pani. Per lui il pane è il soggetto ideale per parlare della vita, della creazione, della nascita, di sua madre – figlia di allevatori – che il pane lo ha sempre fatto in casa. I suoi lavori trascrivono in chiave poetica il mondo rurale dell’infanzia trascorsa a Dragoni, nell’entroterra campano, ma traggono ispirazione anche dall’effervescenza della metropoli che ha vissuto fin da quando era poco più che adolescente. Napoli rimane nel suo immaginario “una grande pentola di ragù che bolle”.

Ha raccontato il rituale del sacrificio del maiale dal punto di vista dell’animale, fra i vapori evanescenti dell’acqua calda che aiuta ad estirpare le setole, e le vacche, fotografate nella stalla di sua zia, sono state il pretesto per esercitarsi a cercare “l’essenziale”, secondo gli insegnamenti del drammaturgo, attore e regista teatrale Antonio Neiwiller. Alla ricerca della “natura delle cose” Antonio Biasiucci ha seguito fino in India questi animali che considera più mitici che sacri. Non è vegetariano per scelta, gli piace identificarsi nella definizione “fotografo di terra” e non gli piace elaborare nulla di artificiale, né in camera oscura, né in cucina. Le sue petite madeleine sono i cavati fatti in casa e le pizze fritte zuccherate.

intervista a cura di Helga Sanità
video montaggio a cura di Davide Mancini
traduzione in inglese di Maria Funiciello
Creato il: 20-03-2013
Antonio Biasiucci

Antonio Biasiucci

Anno: 1961
Città: Dragoni (CE)
Professione: Fotografo
Lingue parlate: Italiano

Indice del video

- 00.14 – 01.40: I PANI EPIFANIE DI VITA
- 01.54 – 03.59: DAI RITI CONTADINI AI RITMI METROPOLITANI
- 04.00 – 04:33 LA DISTANZA DELL’OBIETTIVO
- 04.33 – 06.50: VITA E MORTE NEL IL RITUALE DELL’UCCISIONE DEL MAIALE
- 06.50 - 09.43: I PANI, I CALCHI DI LIDIO CIPRIANI, I MIGRANTI
- 09.48 - 12.06: IL SACRIFICIO DAL PUNTO DI VISTA DEL MAIALE
- 12.06 - 13.49: LE VACCHE DA DRAGONI ALL’INDIA
- 13.50 - 15.14: IL TEATRO DI ANTONIO NEIWILLER E LA NATURA DELLE COSE
- 15.14 - 16.15: DUBBI SUL VEGETARIANISMO
- 16.26– 17.17: LE PIZZE FRITTE ZUCCHERATE
- 17.18 – 17.53: I CAVATI E LA PASTA FATTA IN CASA
- 17.53 – 18.51: L’ISPIRAZIONE FRA CITTA’ E CAMPAGNA
- 18.58 – 19.24: NAPOLI TRADOTTA IN IMMAGINI DI CIBI
- 19.24 – 20.00: “UNA GRANDE PENTOLA DI RAGÙ CHE BOLLE”
- 20.11 – 21.07: LA SOLFATARA E I VULCANI ATTIVI NEL MEDITERRANEO
- 21.20 – 22.36: ESSERE “FOTOGRAFO DI TERRA” COME MARIO GIACOMELLI
- 22.36 – 24.19: LO SPAGHETTO AL POMODORO FRESCO DEL PIENNOLO

Informazioni geografiche

Nazione: IT
Regione: Campania
Città: Napoli
Università via Tribunali

Riferimenti e fonti

Dove non è mai sera, Mazzotta Editore, Milano, 1984, testi di G. Alario, C. de Seta, A. Colombo
Vapori, Cuen/L’Alfabeto Urbano, Napoli, 1989, testi di C. Accetta, P. Esposito, A. Neiwiller, O.
Zevola
Vacche, Contrasto, Roma, 2000, testi di G. Fofi, A. Neiwiller
Res, Contrasto, Roma, 2004, testi di G. Montesano, L. Patocchi
Mario Giacomelli e Antonio Biasiucci. Due fotografi di terra, Edizioni Fotografia Italiana, Milano,
2005, testi di S. Turzio
Dei volti/Dei pani, Peliti Associati, 2011, Roma